a mostra personale di Giuseppe Borrello (è calabrese d’origine, ma ora vive a Torino) presso la galleria «Immagini-Spazio Arte» (sino a sabato 14 Aprile) ricon­ferma e rafforza la costante ricerca pittorica dell’artista che lo porta a perfezionare sempre più la grande abilità nel disegno e nel presentare le sue tematiche.

fig.1. "La Strage degli
Innocenti"
, 1990, penna
biro monocroma
In questa esposizione, che si può considerare una specie di antologica, il visitatore troverà sinteticamente un saggio significativo dell’arte di Borrello, articolato nei più ricorrenti aspetti della sua opera: da quadri di figure animali ai volti e ritratti; dalle nature morte alla rappresentazione di scene religiose, nelle quali lo spazio architettonico è ossessivamente popolato di forme e immagini (si osservi, in particolare: "La Strage degli Innocenti" (fig.1),"Apocalisse Duemila" (fig.2), "Deposizione"). (fig.3)

Il concetto che sta alla base di questa pittura della realtà può essere sintetizzato in questa osservazione: le forme na­scono dal disegno e vanno verso la soluzione di effetti pittorici sempre più evidenziati.

fig.2. "Apocalisse
Duemila"
, 1982
penna biro
monocroma
fig.3. "Deposizione",
1982, penna biro
monocroma
Così operando, come osserva Barone, Borrello fa proprio il concetto rinascimentale del disegno inteso come opera pittorica, condividendo il pensiero del Vasari secondo il quale il dipingere è disegnare. Fermo in questa convinzione, Borrello, come scrive sempre la Barone, è «riuscito a sviluppare una nuova tecnica pittorica, con la quale è possibile ottenere veri e propri dipinti semplicemente sostituendo ai tradizionali pennelli le odierne penne a sfera», per ottenere «effetti chiaroscurali superiori a quelli normalmente raggiungibili con l’uso delle tecniche tradizionali».

Borrello, per la sua estrema attenzione al vero, può essere collocato nel filone di un realismo di scuola italiana. In questo ambito egli si fa interprete di una figurazione che assume evidenti dimensioni spirituali, come se essa fosse una particolare condizione dell’anima, in stretto rapporto con la forma. Il calore di questi dipinti, nonostante il prevalere del bianco e del nero, ci sospinge nel mondo attuale, moderno (negli aspetti) e antico (nello spirito) nello stesso tempo.


da: "La Provincia", quotidiano di Cremona n.96 del 7 Aprile 2001
Ezio Maglia